6 Errori da non Fare quando chiedi la Riduzione dell’Affitto

6 Errori da non Fare quando chiedi la Riduzione dell’Affitto

6 errori che puoi commettere quando chiedi la riduzione dell'affitto

Stai per Chiedere una Riduzione dell’Affitto al Proprietario di Casa ?

Ti svelo quali possono essere i 6 errori che tutti commettono quando chiedono al proprietario di casa una riduzione del canone di locazione.

  1. Credere che la riduzione del canone sia un diritto

    Non è previsto nessun obbligo di legge che permette all’inquilino di ottenere una riduzione dell’affitto, una revisione del canone può avvenire solo con un accordo tra le parti.
    Dare per scontata la disponibilità del proprietario, o peggio, considerarla dovuta, rovina il dialogo fin dall’inizio.

  2. Rovinare i rapporti costruiti nel tempo

    Motivare la richiesta di riduzione tirando in ballo vecchie questioni o motivazioni mai sollevate, è un passo falso.
    Accordarsi per la riduzione del canone è in primo luogo un accordo.
    Alla base di un accordo deve esserci una fiducia reciproca.

  3. Sottovalutare il sacrificio richiesto al proprietario

    Pensare che il proprietario possa rinunciare a cuor leggero ad una parte del canone è un errore.
    La proprietà immobiliare è gravata da un elevato peso fiscale e molti piccoli proprietari fanno affidamento sul canone per far fronte ad altri impegni (per esempio un mutuo, o un altro canone di locazione).
    Se chiedo rispetto per le mie difficoltà devo rispettare le difficoltà del mio interlocutore.

  4. Sovrastimare l’effetto della crisi sulla propria posizione finanziaria

    Le conseguenze economiche della crisi saranno pesanti. Ma non tutti le avvertiremo allo stesso modo. Un pensionato potrebbe risentirne meno di un professionista. Un ristoratore più di un avvocato ecc. Chiedete solo il sacrificio necessario. Il vostro interlocutore lo apprezzerà.

  5. Puntare solo alla riduzione del canone

    La riduzione dell’affitto non è sempre l’unica soluzione e a volte non è la soluzione migliore.
    Potrebbe essere, ad esempio, utile:

    • Rimodulare il tempo di pagamento del canone già concordato
    • Sospendere il pagamento per alcuni mesi, e recuperare le somme non versate nei mesi successivi.
      Una soluzione del genere potrebbe essere preferibile dal punto di vista finanziario per l’inquilino alle prese con una temporanea la riduzione del flusso degli incassi ma non con una definitiva contrazione del proprio reddito (ad esempio un professionista che ora ha difficoltà ad incassare le parcelle dai suoi clienti, ma che, passata la fase acuta della crisi confida di incassare tutto).
  6. Non valutare le alternative

    Una trattativa ha sempre un esito incerto e potresti non raggiungere l’accordo voluto, per questo motivo prima di iniziare la trattativa devi valutare con attenzione le alternative che hai a disposizione.
    Verifica prima di parlare con il proprietario se l’affitto che stai pagando è più alto o più basso di quello mediamente praticato sul mercato. Potresti scoprire che non esistono alternative alla tua abitazione a prezzo più basso in quel caso non conviene rovinare il rapporto che hai con il proprietario perché non avresti altre alternative allo stesso prezzo.

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Mi chiamo Emilio Corvino, e sono un Immobiliarista per Passione. Le Case, le penso, le creo, le compro e le vendo. Qualche anno fa ho creato il brand Affittoprotetto per creare servizi evoluti per il settore immobiliare.

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