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Canoni di Locazione durante la Crisi Coronavirus

Canoni di Locazione durante la Crisi Coronavirus

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Riduzione e sospensione canoni di affitto a causa di coronavirus

Il Coronavirus ha influenzato anche il Mercato Immobiliare

I danni economici provocati dal Covid-19 sono enormi e quando finirà questa emergenza dovremo riprendere le nostre attività ma in un contesto totalmente cambiato.

Molte persone hanno perso il lavoro o hanno visto ridurre sensibilmente la loro capacità economica e produttiva.

In questo panorama il mercato immobiliare dell’affitto avrà delle importanti ripercussioni e anche il settore degli affitti abitativi residenziali sarà interessato da un cambiamento.

Il Peso dei Canoni di Affitto sul Bilancio Familiare

Prima ancora dell’emergenza virus COVID-19 il canone di affitto delle case per abitazione principale pesava mediamente il 40% del reddito netto della famiglia italiana, ora con il disastro economico provocato dal Coronavirus il mensile di affitto inciderà molto di più sul bilancio economico delle famiglie. Inoltre bisogna considerare che già c’erano delle situazioni di disagio determinate dal lavoro precario e dalle separazioni che dopo il Coronavirus saranno ancora di più impattanti sul mercato delle locazioni.

La Richiesta di Sospensione del Canone di Affitto

Per legge non è possibile sospendere autonomamente il pagamento del canone di locazione, questa pratica comporterebbe l’inizio di una procedura di sfratto, è però possibile concordare con il proprietario una sospensione temporanea o una riduzione del canone di locazione che venga incontro alle difficoltà economiche del conduttore nella prospettiva di un miglioramento della sua capacità finanziaria.

Accordo di Riduzione Canone di Locazione:

Anche se l’accordo può essere anche verbale, se la riduzione del canone ha una durata superiore ai 30 giorni è preferibile sottoscrivere un accordo scritto. Questo documento non costituisce un nuovo contratto e non deve necessariamente essere comunicato all’Agenzia delle Entrate ma per dare certezza all’atto e per ottenere una minore tassazione dei redditi percepiti è opportuno procedere alla registrazione dell’integrazione del contratto originario. La durata contrattuale non cambia e pertanto la riduzione non costituisce novazione contrattuale e la scadenza della locazione rimane invariata.

L’Accordo di Riduzione e l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’accordo di riduzione del canone non è soggetto a imposta di bollo ne a tassa di registro anche se non è stata scelto il regime di cedolare secca. Infatti la Risoluzione n° 60/E chiarisce che <<Deve, quindi, escludersi la riconducibilità dell’accordo di riduzione del canone tra gli eventi che devono obbligatoriamente essere portati a conoscenza dell’Amministrazione finanziaria secondo le modalità di cui all’articolo 17 del TUR.>>

Potresti utilizzare questo modello di accordo per ridurre l’affitto: 

 

Il Sig. (locatore) nato a … il … e residente a … in via … C.F. …, di seguito denominato LOCATORE e il Sig. (conduttore) nato a … il … e residente a … in via … C.F. …, di seguito denominato CONDUTTORE In riferimento al contratto di locazione stipulato in data … e registrato presso l’Agenzia delle Entrate – Ufficio di … in data …  N° (estremi dell’archiviazione)
CONVENGONO E STIPULANO QUANTO SEGUE:
a decorrere dal mese di …………e sino al mese di………………. il canone di locazione mensile sarà ridotto da Euro … a Euro…………. che il conduttore si impegna a corrispondere anticipatamente entro il giorno………di ogni mese,

Restano ferme e valide tutte le restanti pattuizioni presenti nel contratto originario non costituendo la presente scrittura novazione contrattuale.

Luogo, il……………….

Il Locatore                                                                                                                  Il Conduttore
 

 

 

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